Innanzi tutto, va detto che ogni atleta è un singolo, con i suoi particolari obiettivi e soprattutto con le sue caratteristiche uniche.
Questo significa che non può esistere un programma che vada bene per ogni atleti o per piu atleti. Dunque, il programma sarà specifico e verrà deciso dal trainer dopo aver valutato gli obiettivi dell’atleta, e soprattutto averlo “testato” , con un protocollo particolare che permette di stabilire come si deve “lavorare” per migliorare la performance dell’atleta: FORZA? RITMO? OSSIGENO?
Una combinazione sapiente di questi darà il miglior risultato, infatti, è mia convinzione che tutti i “ritmi” e tutte le fibre muscolari devono essere allenate, cosi come la "collaborazione frà le varie fibre.
Lo scopo è “esaltare” le naturali “doti” dell’atleta e nello stesso tempo migliorare i “punti deboli”, per dare quella “performance totale ed assoluta”che permetterà di fare la “differenza” in gara, sia per vincere in assoluto, sia per vincere la sfida con se stessi, migliorando anno dopo anno.
Solitamente per ottenere la massima espressione di performance atletica ci vogliono un minimo di tre anni in seguito, sarà cura del trainer permettere all’atleta di mantenere nel tempo quella “salute organica prestazionale” raggiunta con il “metodo specifico”!
Ecco perché mai prescriverò delle tabelle standard e/o dei programmi senza aver “testato” l’atleta!
Semplicemente, per come la vedo io, non è possibile raggiungere in quel modo il massimo risultato, anche se, l’accezione conferma la regola, e può succedere (in atleti che non hanno mai seguito programmi di metodo, o sono alle prime armi) che un programma standard faccia fare un “notevole salto di qualità” gia dopo un mese d’allenamento (purche sia un programma serio ed adeguato).
Sicuramente gli esercizi da me proposti (innovativi e molto lontani dalle tabelle standard che si possono leggere su mensili e libri del settore) non possono in nessun caso essere penalizzanti, dunque non si pone il problema di “errori”; semplicemente per avere “il max” bisogna “tarare” il programma al millesimo, con carichi e scarichi sapientemente calcolati e stimoli “corretti”, mai eccessivi ma mai troppo blandi, specifici per quell’atleta.
Fondamentale, per questo, è controllare con i “test” da laboratorio il corridore periodicamente, piu il corridore è “professionale” e piu alte saranno le “mire” ed i carichi di lavoro e piu bisognerà testare e tenere sotto controllo l’atleta; monitorando se necessario tutti i parametri, come il controllo della soglia anaerobica, della tenuta organica in acido (in watt), del lattato e di tutti i parametri ematici, per mezzo di prelievi di sangue regolari in determinati periodi dell’anno!
Solitamente per un ciclosportivo professionale di alto livello, 5 controlli di laboratorio permettono una buona e sicura annata al riparo da spiacevoli problemi di “overtraining”, per amatori 4 test danno ottimi risultati, mentre per i prof. sono neccessari anche test ogni 3 settimane.
Il programma annuale inizia a fine novembre inizio dicembre con test specifici atti a programma “l’inverno del corridore”, il 2° test sarà necessario per il lavoro “specifico” ed infine l’atleta sarà testato prima di passare al lavoro “organico (dove saranno effettuati esercizi a soglia ed anche in acido, fuori soglia), si proseguirà quindi secondo il bisogno durante la stagione agonistica, solitamente l’ultimo test viene eseguito ad agosto per poter programma il finale di stagione.
La programmazione è per forza di cose molto adattabile comunque, e dipende da molte variabili e bisogna tenerne assolutamente conto!
Quest'anno il mio consiglio e di utilizzare la roto press tension come protocollo invernale!
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